
Si rimane piacevolmente stupiti o orribilmente impressionati se si pensa che la morsa emotiva che stringe il cuore, nella felicità e nella paura, è la stessa.
(de Angelis Alessandra)
Si era prodigato così bene nel recitare la sua battuta che la risata che ne seguì, fu così fragorosa e prorompente, che innescò un dilemma nell’attore: “Non che sia la mia comicità a far ridere la gente ma che loro stiano deridendo di me?”. E, a quel punto, anche solo un sorriso gli metteva il terrore.
(de Angelis Alessandra)
Si è più inclini alla cattiveria semplicemente perché si ha paura di tutto.
(de Angelis Alessandra)
La paura non la si prova al momento del fatto pauroso, ma al pensiero di esso e durante l’attesa terrorizzante che quest’ultimo accada.
(de Angelis Alessandra)
Il neonato è spaventato da ogni singola cosa perché non sa nulla.
Il bambino è spaventato perché vive in un mondo di giganti, non fatto su misura per lui.
L’adolescente non ha paura di niente, poiché non è né bambino né adulto.
L’adulto è spaventato dai fantasmi della vita passata e dalle angosce della vita futura.
L’anziano è pronto al niente che segue al tutto ed è per questo che non è spaventato di nulla.
(de Angelis Alessandra)
È terrificante avere paura. Ed è pauroso il non avere possibilità di comando e controllo quando ella prende il sopravvento.
(de Angelis Alessandra)
Gli incubi che spaventano portano alla luce un Sé altamente terrorizzato.
(de Angelis Alessandra)
A pensarci bene, le varie età possono essere scandite con l’insorgere delle paure.
(de Angelis Alessandra)
Un rumore forte ed il silenzio producono paura perché sfuggono alla conoscenza, al controllo.
(de Angelis Alessandra)
Tutto ciò che passa lasciando il segno e non facendosi vedere crea fobie e paranoie. Motivo per il quale, tante persone, hanno paura di quel particolare modo in cui la pelle si increspa attorno agli occhi, o si raccoglie agli angoli della bocca, o si va a depositare adagio sulla parte bassa della mandibola.
(de Angelis Alessandra)
È sul fondo melmoso della paura che giacciono, morenti e soffocate, la gioia di fare, la speranza di riuscire e lo stupore derivante dalla meraviglia di vivere.
(de Angelis Alessandra)
Assumersi i rischi e viversi le paure, allo scadere del loro tempo, lasciano spazio alla felicità dell’esistere.
(de Angelis Alessandra)
Si viene al mondo pieni di paure. Le gioie sono da conquistare.
(de Angelis Alessandra)
L’arma psicologica più letale è il sussurrare con melodiosa costanza le paure più angoscianti ed intime, quasi a renderle vere.
(de Angelis Alessandra)
Intanto che spaventa quello che può succedere, quello che sta succedendo sta accadendo e, orrendamente, non ce ne si accorge.
(de Angelis Alessandra)
Le tre più grandi paure: paura di non riconoscere, paura di dimenticare, paura di amare.
(de Angelis Alessandra)
Le mani contengono tutte le paure che, attraverso il tatto, si tramandano per generazioni.
(de Angelis Alessandra)
Le paure sono quei granelli di sabbia che, in una giornata di sole passata sulla spiaggia calda, battuta dal vento, vengono spostati con forza, colpendo come proiettili.
(de Angelis Alessandra)
I “ciò che si sarebbe potuto fare” hanno tutto a che vedere con le paure che si nutrivano ed i sensi di rimorso che ora si avvertono, misti ai rimproveri. E poco, con i sogni ed i desideri.
(de Angelis Alessandra)
I traumi della vita spaventano. E quando due persone spaventate si incontrano i loro occhi faranno trasparire dapprima sgomento, timore e dubbio. Solo se si avrà la forza ed il coraggio di reggere questo sguardo, allora due persone spaventate, diverranno innamorate.
(de Angelis Alessandra)
Brutalmente la natura si manifesta. E spaventa.
Subdolamente l’uomo si aziona ed ingegna. E sgomenta.
(de Angelis Alessandra)
Seduto sulla riva delle possibilità, c’era l’uomo che osservava la sua mente in tempesta, il suo buon senso che lo inchiodava al terreno, alla calma e alla riflessione, ed il suo troppo sentimento che gli sferzava lame di vento, senza solitudine, ma in compagnia della paura.
(de Angelis Alessandra)
Se non si ha nulla da perdere, non saranno le paure a prendere il sopravvento ma la spavalderia di provarle.
(de Angelis Alessandra)
Si dovrebbe avere un’elevata paura di perdersi pezzi di vita, intanto che si va camminando in essa senza conoscenza e consapevolezza.
(de Angelis Alessandra)
Meglio dirsi: “Ho la soddisfazione di poter dire che tutto quello che ho affrontato mi ha donato tanto.”
Anziché: “Ho il timore che tutto ciò da cui mi sono fatto spaventare mi ha atrofizzato ogni altra emozione.”
(de Angelis Alessandra)
Avere paura è corretto.
Scorretto è vivere di paure.
(de Angelis Alessandra)
Effettivamente, si ha più paura del pensiero di ciò che spaventa, anziché del reale pericolo.
(de Angelis Alessandra)
Talvolta, il pensiero spaventa mentre la realtà lo contrasta.
(de Angelis Alessandra)
Certe paure fanno capire l’importanza di ciò che le fa scaturire.
(de Angelis Alessandra)
La paura di perdere le possibilità smuove mentalità impavide all’azione. Ma annichilisce i deboli di motivazione.
(de Angelis Alessandra)
Si ottengono attenzione e azione se si parla alla persona degli interessi che nutre. Che poi, è lo stesso che si ottiene a parlargli delle sue paure.
(de Angelis Alessandra)
Meglio essere spaventati che feriti.
(de Angelis Alessandra)
La politica del terrore ha colto un concetto fondamentale della psicologia umana: per spronare gli uomini all’azione, instillare in loro il germe della paura.
(de Angelis Alessandra)
Sentire le paure in ogni goccia di sudore freddo, in ogni millimetro in più di luce che entra nelle pupille, in ogni battito del cuore aggiuntivo, in ogni gradazione in meno del colorito del volto, in ogni tensione muscolare che attraversa la schiena, in ogni passo che non si compie, in ogni presa non impressa, in ogni immobilità acquisita, in ogni scelta fatta e possibilità persa.
(de Angelis Alessandra)
Vergogna, imbarazzo, timidezza, riservatezza, isolamento, reclusione, opposizione, negazione, rimando, procrastinazione, incertezza, inconsapevolezza, insicurezza. È sempre paura.
(de Angelis Alessandra)
Occorre combattere le proprie paure perché, ciò che spaventa, genera odio.
(de Angelis Alessandra)
La follia non nutre un briciolo di paura, mentre ne genera un quantitativo infinito.
(de Angelis Alessandra)
Vi sono paure che, fortunatamente, non si ha la possibilità di provare. Come quella di vedersi privi dell’aria che si respira. O forse, non è ancora arrivata tale possibilità, che però potrebbe arrivare. Non lo so. Non ne voglio più parlare. Ho paura.
(de Angelis Alessandra)
Quando viene detto di non prendere mai le decisioni di pancia è perché lì risiede tutta la paura che spinge a fare cose al di fuori di ogni logica umana.
(de Angelis Alessandra)
Mi piace, volervi far pensare, a questo che vi sto per raccontare.
C’erano una volta, delle fiabe del focolare che di situazioni particolari si dilettavano a narrare.
C’era quella della madre manipolatrice che spinse il marito a disfarsi dei figli nella foresta, che poi morì come punizione. Della vecchia rivelatasi poi una strega, che adescò i bambini con l’inganno, per cucinarli e divorarli. E di un fratello ed una sorella, che spinti dalla fame e dalla paura di morire di stenti, scoprirono la casa di marzapane dove viveva la strega. Casa dove i bambini uccisero la vecchia.
E poi c’era quella di un povero boscaiolo e sua moglie che decisero di abbandonare i loro sette figli maschi perché non possedevano viveri con i quali sfamare la famiglia. Di una donna dolce sposata con un orco sbranatore di bambini. Delle sette figlie orchessine che vennero erroneamente decapitate e divorate dall’orco padre. Del più piccolo dei fratelli, preso dalla paura di morire di stenti, che usò tutta la sua astuzia per salvare lui e i suoi fratelli, ingannando e rubando i soldi alla famiglia dell’orco.
Sono fiabe del focolare queste, raccontate nella notte, agli infanti dagli adulti.
E, non oso scommettere niente per paura di perdere anche quel nonnulla, che sono proprio questi ultimi che sono rimasti inorriditi da questo mio raccontare.
(de Angelis Alessandra)
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