
Il non saper ascoltare è il reato mortale della relazione.
(de Angelis Alessandra)
Tutti, dentro sé, si fanno i propri discorsi, senza nessun momento specifico ma con maggior eloquio nei momenti di solitudine. Motivo per il quale, quando si ode qualcuno dire che non ha da dirsi nulla, si è sicuramente dinanzi ad una persona che ha un animo così tanto incazzato che ha addirittura smesso di rivolgergli la parola.
(de Angelis Alessandra)
C’è musica, ve lo assicuro. Se nella vostra mente ve lo imponete, se nella vostra anima lo esigente, anche nel pericolo e nel dolore, vi è musica.
(de Angelis Alessandra)
I suoni dell’infanzia non si perdono. Basta far ridere il fratello.
(de Angelis Alessandra)
Sovente succede che quando qualcuno parla sembra che l’altro non l’ascolta. Ma non è così. nell’È il cuore, eccessivamente preoccupato, che non riesce più a seguire il ritmo delle parole, ed il cervello che, fortemente adirato, muta la sua comprensione in prontezza per la battaglia.
(de Angelis Alessandra)
Dal selciato asfaltato si levava il calore dell’ora cocente.
Il vento tipo del meridione si impadroniva degli odori dei pasti cucinati.
Il sole alto metteva a dura prova le ombre degli indumenti stesi che volevano giocare a nascondino.
Il cielo era il mare più calmo che la città potesse mai vedere.
I ciuffi d’erba, fanciulli ribelli, sbucavano a singhiozzi dalle chianche con tutto il loro verde smeraldino.
I negozi riposavano a quell’ora, tutti con le serrande semiabbassate. E le auto dormivano, accostate ai marciapiedi.
Le finestre erano spavalde, mostrando una tavola imbandita ed in confusione, una caffettiera che sul fornello sbuffava che era il momento, una donna intenta a togliersi le vesti.
Le vie erano deserte di persone, ma la città era viva.
La si poteva osservare. La si poteva annusare. La si poteva toccare.
Ma, più forte di tutti, la si poteva sentire.
(de Angelis Alessandra)
Sentire le mani stringere. Sentire gli occhi addosso. Sentire le parole. Sentire gli odori. E dunque, se non si presta il giusto ascolto, nulla arriva.
(de Angelis Alessandra)
Si deve riporre attenzione su ciò che si sussurra al vento poiché vi è sempre chi ode dall’altro capo del mondo.
(de Angelis Alessandra)
Se è suono o rumore, è la capacità di discernere che lo deciderà.
(de Angelis Alessandra)
Il ticchettio di un orologio, in termini di suono, è quello. Ma è qualcosa di sito molto a fondo alla persona che sa quale orologio sta scandendo quale particolare ora.
(de Angelis Alessandra)
È un mondo troppo chiassoso questo, inetto ed incapace di educare all’arte dell’ascoltare.
(de Angelis Alessandra)
Me lo hai già detto. Ed ora che mi manchi, vorrei poterti dire, ridimmelo ti prego.
(de Angelis Alessandra)
All’orecchio dà nausea l’incravattato e l’imbellocciata che sgrammaticano. Mentre a tutti gli altri sensi, dà la nausea la falsità d’essere e l’ipocrisia emozionale.
(de Angelis Alessandra)
Talvolta, mi chiedo, di quale orecchio dovrei fidarmi di più visto che i suoni che rimandano son differenti.
(de Angelis Alessandra)
“Hai sentito?”, chiese il bambino con gli occhi spalancati a seguire le sopracciglia alzate. La bocca a formare una O perfetta.
“Cosa?” chiese l’adulto, con espressione vacua.
“Il cielo, ha fame.” Si raccolse il sorriso in entrambe le mani.
“Cosa?” L’adulto, con la stessa domanda, con la stessa espressione.
“Sì, l’ho capito oramai da un po’. Quando il cielo ha fame, brontola e si sente questo rumore.”
L’adulto, si voltò ad osservare il bambino, curioso dalle sue affermazioni.
Il bambino, allora, indicò con l’indice il cielo.
L’adulto, alzò il mento ad osservare quell’infinito azzurro e lo vide, quel puntino bianco lontano, l’aereo, causa del rumore, la fame del cielo.
E, ora lui con gli occhi spalancati a seguire le sopracciglia alzate e la bocca a formare una O perfetta, rimase con lo sguardo fisso sul bambino, stupefatto da quella scoperta.
E chiese: “E cosa si dà da mangiare ad un cielo affamato?”
(de Angelis Alessandra)
A pensar a ciò che odono le orecchie, si comprende quanto lavoro è tenuto a fare il cuore.
(de Angelis Alessandra)
È una fortuna universale quella di poter annoverare nella propria vita qualcuno che non sente ciò che è udibile, ma ascolta ciò che viene bisbigliato e quasi non pronunciato, nascosto e ostaggio dell’aggressività, dell’orgoglio e della paura.
(de Angelis Alessandra)
Ci sarà un valido motivo se le persone tendono più a vantarsi del loro udito finissimo che dei decimi in aggiunta.
(de Angelis Alessandra)
Si capisce che non è solo una questione di fisiologia, quella degli organi di senso, perché sennò non si potrebbe spiegare come mai alcuni suoni provocano paura e spavento, al pari di alcuni silenzi.
(de Angelis Alessandra)
Il lupo dalle orecchie grandi, non ascolta un bel niente.
(de Angelis Alessandra)
L’udito è il senso della completezza perché va ad aggiungere suono e melodia a ciò che si vive.
(de Angelis Alessandra)
Chissà, un suono che ascolta sé stesso, forse fa scoperta del silenzio.
(de Angelis Alessandra)
Una vita suonata da solista, rischia di non aver nessun orecchio ad udirla.
(de Angelis Alessandra)
Un suono che non vorrò mai udire ma che, ahimè, percepisco, sotterrato da tutto questo nostro maledetto mondo, è l’urlo della terra.
(de Angelis Alessandra)
Uno bravo psichiatra potrà dire al paziente di non dar ascolto alle voci che dentro si accavallano, parlano e fracassano i timpani. Ma io, bravo psichiatra, che so bene cosa quelle voci mi dicono, come posso non prestarle ascolto se mi implorano in tutti i modi di ritrovarmi e di salvarmi?
(de Angelis Alessandra)
Non si finirà mai d’imparare anche perché non si finirà mai di ascoltare diversità.
(de Angelis Alessandra)
Tutto di quella persona, pure il rumore dei passi, si fa riconoscere.
(de Angelis Alessandra)
L’essere in relazione significa anche dare la possibilità di far rumore dentro.
(de Angelis Alessandra)
Momenti in cui il respiro ha il rumore della tempesta di vento che percuote gli alberi, i loro rami che applaudono sbattendo fra loro; momenti in cui il respiro ha il suono del bacio del mare calmo che da alla terra calda e che, ridendo, ritorna a casa.
(de Angelis Alessandra)
La campana senza rumore che circonda due innamorati è ricca dei loro suoni, dei loro fremiti, del loro volersi.
(de Angelis Alessandra)
Irritata la terra, inizia a contrarsi e a scuotersi, provocando terremoti. Con tutta ragione e fantasia, si può credere che il boato ad anticipare l’evento, possa essere semplicemente singhiozzo.
(de Angelis Alessandra)
Non tutto è dato conoscere, tant’è che vi è la privazione di sapere che rumore fa il silenzio.
(de Angelis Alessandra)
È possibile ascoltare il suono ma sentire il rumore, perché il suono possiede una psiche mentre il rumore cerca solo di copiarne la personalità.
(de Angelis Alessandra)
Col rumore si genera chiasso. Col suono si fa musica.
(de Angelis Alessandra)
Alla fine dei conti, il mondo è pieno di rumore inutile, che serve solo a riempire del silenzio benefico e a far perdere concerti di suoni meravigliosi.
(de Angelis Alessandra)
Le conversazioni piacevoli son quelle che si fanno nell’ora della verità, a toni di voce bassi, suoni calmi e profondi che creano l’intimità di uno spazio, illuminate appena da una luce timida e molto educata nel rispetto di quel sacrale scambio, poco udibile, quasi silenzio.
(de Angelis Alessandra)ù
L’udito fa comprendere cosa è l’intolleranza. Se una persona gli dovesse risultare sgradevole, qualsiasi cosa ella farà risulterà rumore molesto e fastidioso.
(de Angelis Alessandra)
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