FRASI ED AFORISMI SUI SETTE PECCATI CAPITALI: L’ACCIDIA ED IL PECCATO DELL’IGNAVIA

Il nichilismo d’animo è la culla di morte a cui è destinato colui che tutto avrebbe voluto ma che niente ha fatto per avere.

(de Angelis Alessandra)

Se temporeggi e ti gingilli nel tempo dello scegliere, sappi che hai già scelto di non fare niente.

(de Angelis Alessandra)

Il divertimento ed il piacere in ciò che si fa, se schiavizzati a qualcosa di leggero e di poca rilevanza soggettiva, indurrà per effetto della sovragiustificazione a fare sempre meno. Così, lentamente, va spegnendosi una passione e si accende la luce fioca dell’apatia.

(de Angelis Alessandra)

C’è chi non può e tenta con tutte le sue forze di riuscire.

C’è chi può e si giustifica con tutte le scuse per l’inerzia.

(de Angelis Alessandra)

Nessuna spina dorsale hanno quelle menti che si limitano a fare poco o niente per non avere responsabilità di genere.

(de Angelis Alessandra)

La leggerezza dell’accidioso è basata sul non avere alcun peso di sorta nella quotidianità. Si ripete sempre che se non lo fa lui, lo farà qualcun altro al posto suo e se quel che è stato fatto non è stato fatto bene, sarà quel qualcun altro a pagarne le conseguenze.

(de Angelis Alessandra)

Un accidioso, crede di vivere, ma a malapena sopravvive a sé stesso.

(de Angelis Alessandra)

L’accidioso è un depresso cronico.

(de Angelis Alessandra)

E mi sono accorta di star divenendo un’accidiosa quando al dolore reagivo con il semplice far nulla, scandito dai minuti di un tempo pieno di niente e vuoto.

(de Angelis Alessandra)

È fantascienza che con il minimo sforzo necessario si realizzano le massime opere.

(de Angelis Alessandra)

La morte più brutta che può accogliere un’anima è quella emotiva, dove non vi è più stupore e meraviglia per questa opportunità che ci è stata concessa, che chiamiamo vita.

(de Angelis Alessandra)

L’accidia è una vanga che va a rimestare le zolle, sollevando polvere e smuovendo terreni che è meglio lasciare intoccati, perché il loro rimescolarsi è temporaneo. Si culminerà con l’avere una bella buca dove seppellire quella scintilla di vita che alberga in ogni essere vivente.

(de Angelis Alessandra)

Chi non fa niente trova sempre una giustifica insulsa per il suo avrei voluto poterlo aver fatto ma non poterlo aver fatto.

(de Angelis Alessandra)

Tutti gli avrei voluto, sono collezionati nel glossario dell’accidioso.

(de Angelis Alessandra)

L’atrofia dell’animo ed il nichilismo dello spirito avvizziscono e imbruttiscono anche l’organismo più dinamico.

(de Angelis Alessandra)

Anche la posizione più comoda, protratta a lungo nel non far nulla e restar immobili, diviene scomoda e rende insensibile.

(de Angelis Alessandra)

Quando penso al non fare niente, è proprio a niente che penso.

(de Angelis Alessandra)

È una mente brutta quella dell’accidioso che, paradossalmente, in forza del suo non fare si sente in diritto di parlare di ciò che un altro fa.

(de Angelis Alessandra)

La vita noiosa dell’accidioso si nutre della sua stessa frustrazione.

(de Angelis Alessandra)

Tutto quello che si ferma va incontro a smarrimento e morte.

(de Angelis Alessandra)

Il tempo passa e l’accidia ai tempi odierni aumenta.

(de Angelis Alessandra)

Ogni giorno, per tutti i giorni, è venuta a bussare alla mia porta. Si affacciava nella stanza e mi diceva cosa avrei dovuto fare. Lo ha fatto tutti i giorni, per tutto il tempo, in mezzo a quel suo tanto fare. Poi, il giorno che non lo fece più, la mia mente, all’orario solito, iniziò a dirmi cosa avrei dovuto fare in quella giornata. La perseveranza della mia tenacia ha battuto l’accidia dell’animo dolente di una spanna.

(de Angelis Alessandra)

E se la Terra, si prendesse un giorno di pausa e smettesse di girare, io mi spavento al solo pensare a cosa mai ci potrebbe capitare.

(de Angelis Alessandra)

Grandissima immatura è l’accidia, piena di paura e senso del non dovere.

(de Angelis Alessandra)

Lasciarti marcire su una sedia ad osservare un punto vuoto, perso in pensieri che non avranno mai risposta, a consumarti di lacrime, a dimenticarti di te, ti rende un accidioso.

(de Angelis Alessandra)

L’ottuso emotivo è un accidioso inconsapevole perché della sua incapacità empatica se ne fa scudo in difesa di tutte quelle cose da lui operate e a danno altrui cagionato.

(de Angelis Alessandra)

Si manda al patibolo un’anima sensibile e parsimoniosa se la si da in sposa all’accidia del bene.

(de Angelis Alessandra)

Se l’apparenza regge, l’accidia avrà lunga vita.

(de Angelis Alessandra)

La via del bene è piena di insidie, per cui non commettere l’errore di non affrontare tutto ciò che di difficoltoso si presenta. Perché, passato il tempo del risolvere, arriveranno a chieder il pizzo l’accidia e l’apatia.

(de Angelis Alessandra)

Vedevo due che si affannavano nel far valere le proprie convinzioni. Si sputavano in faccia i pensieri e le loro idee, ne apprezzavo la convinzione e la caparbietà. Però, ciò che catturava il mio interesse era quella figura che restava a fissarli impassibile, con le braccia incrociate sul torace e i piedi ben puntati a terra. Stonava tutta quella immobilità in mezzo a tanta animosità.

(de Angelis Alessandra)

Se, nell’era evoluzionistica, c’è stato chi ha fatto qualcosa che oggi può servire a qualcosa, il tuo compito, homo sapiens, è quello di far progredire questa evoluzione e di perfezionare quello che ci è stato tramandato. Non vi è evoluzione se non vi è progressione.

(de Angelis Alessandra)

Nessuna fissazione mentale, per non cadere nell’ignavia più totale ed esser schiavi di un qualcosa che è esisto prima di noi e che di noi poco sa.

(de Angelis Alessandra)

È daltonico l’accidioso, vive in un mondo fatto di pochissime sfumature di grigio.

(de Angelis Alessandra)

Dove c’è noia germoglia facilmente accidia. Dall’accidia si estendono radici profonde e secche, fra cui quelle dell’invidia.

(de Angelis Alessandra)

Quando ero più piccolo e mi abbandonavo all’ozio, mia nonna mi diceva sempre: “Se proprio non vuoi fare niente, usa la fantasia e crei quello che pensi.” Così, ogni volta che facevo un puzzle, io immaginavo di far un dipinto. Ogni volta che mi dava della creta, io facevo nascere città e monumenti. Ogni volta che mi dava del tempo, io costruivo la mia coscienza. Mia nonna, mi ha dato l’antidoto contro l’accidia.

(de Angelis Alessandra)

Sii un inappagabile curioso ed un fanatico della scoperta e non arriverai mai a scoprire cosa è l’accidia.

(de Angelis Alessandra)

La vita, con le sue cose, non aspetta per cui sii pronto a fare il meglio per te.

(de Angelis Alessandra)

L’accidioso è colui che, comodamente, va incontro ad atrofia mentale e spossatezza del fare.

(de Angelis Alessandra)

A confronto con un accidioso, anche un bradipo è iperattivo.

(de Angelis Alessandra)

Non trovo senso alcuno nel passare una serata all’insegna dell’accidia, conversando del niente, con persone che non sono nessuno e bevendo qualcosa che sa di vuoto.

(de Angelis Alessandra)

Puoi concederti un tempo senza far niente solo a ricompensa per il tanto fatto precedente.

(de Angelis Alessandra)

L’accidia è parassitaria ed abitudinaria. Basta una sola giornata fatta in sua compagnia e ti farà ammalare l’animo.

(de Angelis Alessandra)

Al funerale di un accidioso, nessuno si prodigherà a ricordare una vita fatta di tanto niente.

(de Angelis Alessandra)

Immobilità e fissità fanno consumare più del sempre e continuo rodaggio e dinamismo.

(de Angelis Alessandra)

Non hai scusanti, qualsiasi sia il motivo che ti ha condotto alla paralisi d’animo hai l’obbligo di prenderti dal bavero, scuoterti e scollarti di dosso questa accidia che ti ha inquinato l’aria.

(de Angelis Alessandra)

Non farti fare ostaggio dell’accidia. Non finisce mai bene con essa.

(de Angelis Alessandra)

Una malattia autoimmune è l’accidia, che si dimostra solo quando, oramai, sei ad un passo dal baratro. Ma ricorda, puoi sempre sbilanciarti indietro.

(de Angelis Alessandra)

Che grave amnesia che ha l’accidia, che si dimentica di come si gioisce.

(de Angelis Alessandra)

L’assenteismo da te stesso lo sconti con l’apatia verso tutto quello che per te era energia vitale.

(de Angelis Alessandra)

Mai nulla da inneggiare ci sarà nell’accidia, depressa cronica che, comoda, soggiorna nelle vite delle persone ingrigendole a poco a poco, sempre di più.

(de Angelis Alessandra)

Che torpore, che insensibilità. Che stordimento d’animo. Che nebbia nel cuore.

Di tutta questa apatia di vivere, di tutto questo dolore di spirito, sento la lama dell’accidia premermi al petto.

Chiudo gli occhi, prendo un respiro e mi dico che tutto può risplendere, che io posso risplendere.

(de Angelis Alessandra)

Resta immobile un accidioso in azione.

(de Angelis Alessandra)

NON HAI IDEA DI QUANTO SIA IMPORTANTE. RACCONTA LA TUA ESPERIENZA DI LETTURA.

Torna indietro

Il messaggio è stato inviato

Attenzione
Attenzione
Attenzione
Attenzione!

*Nel rispetto dei diritti d’autore e di quello che è l’opera prodotta, per ogni condivisione, citare la scrittrice è un atto di pura educazione e riconoscimento di quello che è in capo all’operato intellettuale*