FRASI ED AFORISMI SUI SETTE PECCATI CAPITALI: LA GOLA ED IL PECCATO DELL’INGORDIGIA

La mia fame ha una natura approfittatrice.

Potrei arrivare a mangiare me stesso, se iniziassi a vedermi come cibo.

(de Angelis Alessandra)

I drappi in gola.

Il piacere di un buon boccone.

Il solletico di un ti amo che sale.

L’amaro della delusione che risale dallo stomaco.

L’aria che da respiro al cuore.

Passano troppe cose importanti per lo spirito, nella gola.

È per questo che divengono bersaglio dell’occhio peccato.

(de Angelis Alessandra)

Deterrei tutto nella gola, per poter sentirne per sempre il sapore.

(de Angelis Alessandra)

Se chiedi il parere della gola, per lei non sarai mai sazio.

(de Angelis Alessandra)

Un po’.

Un altro po’ .

Un po’ in più.

Un po’ in sovrappiù.

Un altro po’ di più.

Un po’ troppo.

Un po’ troppo di più.

Un po’ troppo e poi nulla più.

(de Angelis Alessandra)

Grasso il peccato, scheletrico lo spirito.

(de Angelis Alessandra)

L’odore speziato riempiva la stanza.

Mi disse di accomodarmi ed io lo feci, mentre i miei occhi carambolavano su tutte le pietanze disposte con una minuziosa ed eccessiva precisione sulla tavola.

Ogni alimento, luccicava ricoperto da strati di grasso e di glassa. Il sapore, che si formava nel naso, mi era già in gola.

Mi sentivo lievemente appesantito. Causa, forse, la poca idratazione.

Vedo una caraffa, ricolma di una bevanda che profumava alle rose e che brillava sotto alla fiammella della candela, ferma come il tempo.

La afferro. La declino sul calice. Niente ne esce.

La reclino totalmente. Il liquido resta nel recipiente.

Prendo il cibo, lo avvicino alla bocca. Do un morso e mastico aria.

Riprovo, con violenza, ma nulla entra nella mia bocca e tutto va a finire in terra.

Sono esausto. Sono sconfitto. Ho sete e fame e nulla mi può abbeverare e saziare.

Alla tavola, intanto, gli altri commensali si sono radunati e seduti. Sorridono e conversano tra loro, guardandomi gioviali e soddisfatti.

Intanto, io smagrisco, fino a quando, per il contrappasso delle cose, sparisco nel rumore delle risa del mondo.

(de Angelis Alessandra)

È estremamente perverso lo sguardo del goloso, che osserva i sentimenti accrescersi e non contiene la fame di cibarsene.

(de Angelis Alessandra)

I golosi sono i peccatori promiscui perché nascono come invidiosi, sfociano nella lussuria, si evolvono in avari e approdano alla ingordigia. Nella gola, dunque, sono tanti i peccati che vengon racchiusi. Ed è per questo che, in una certa ottica, si ricorreva al taglio.

(de Angelis Alessandra)

Siamo tutti dei peccatori golosi ed il mio peccato di gola è la poesia.

(de Angelis Alessandra)

Spesse volte, non si è peccatori ma solo schiavi di una mente ingorda.

(de Angelis Alessandra)

Le delizie del mondo e le bontà che ci sono non possono essere peccato. Esse sono così dannatamente buone e succulente che, pur se mi facessero morire, sarebbero causa di una morte deliziosa.

(de Angelis Alessandra)

Nessuna maniera forte. Basta solo prendere un uomo per la gola ed il gioco è fatto.

(de Angelis Alessandra)

Tutto ciò che rimanda a qualcosa di buono, attira i golosi. E nella società odierna, che tutto ha un sapore di marcio, che razza di bontà ci trovano i tanti peccatori di gola?

(de Angelis Alessandra)

L’ingordigia è una cronica affamata ed una perenne assetata.

(de Angelis Alessandra)

Chi usa una pala e chi, invece, per scavarsi la fossa, usa i denti e la lingua.

(de Angelis Alessandra)

Appendere una persona per la gola, con la speranza che tutti i suoi peccati gli possano colare via dallo spirito.

(de Angelis Alessandra)

Ad ogni boccone, la bocca si apre e si chiude, con rumori di masticazione vari. Se si presta orecchio, se si ode un sibilo che sa di richiesta di aiuto, non vi è dubbio alcuno che dinanzi si ha un goloso.

(de Angelis Alessandra)

Ricordiamoci che Eva mangiò una mela e venne tacciata del peccato primordiale ed originale, nonché la gola.

(de Angelis Alessandra)

L’ingordo imbandisce una tavola preparando sempre i posti per più individualità: la sua fame, la sua malvagità e la sua perversione.

(de Angelis Alessandra)

L’adipe lo ritrovi sul corpo. L’ingordigia sull’anima.

(de Angelis Alessandra)

Mai a pensare che ad ogni ti amo che mi diceva era un boccone della mia anima che faceva.

(de Angelis Alessandra)

Mangiare ed ingurgitare fanno la differenza fra un affamato ed un ingordo.

(de Angelis Alessandra)

Non viene digerito ciò che con peccato di golosità viene ingurgitato.

(de Angelis Alessandra)

All’Inferno, è sempre ora di pranzo per gli ingordi ed i golosi.

(de Angelis Alessandra)

Se solo avessi capito in che cosa stavo andando a finire, avrei preferito patire la fame. Lo giuro, avrei digiunato, piuttosto che aver dato fondo alla mia ingordigia.

(de Angelis Alessandra)

Ma se si è sazi, pecca colei e colui che ogni volta dice “mangia, che sennò è peccato”?

(de Angelis Alessandra)

Nella credenza dell’esser marci, il vasetto dell’ingordigia, impeccabilmente, è sempre pieno fino all’orlo, gola del recipiente.

(de Angelis Alessandra)

Uno dei miei peccati, di notte, mi ha parlato: lo stomaco pesante, la mente assillante, l’animo sconquassato.

(de Angelis Alessandra)

Taglio la gola, elimino il peccato.

Sciocco, suicida. Sei già destinato all’inferno.

(de Angelis Alessandra)

La mente inganna. Ciò che sembra buono e sano, è solo una tentazione al suo più puro stato naturale.

(de Angelis Alessandra)

Il fumo è cancerogeno e uccide.

Basta a far capire la posta in gioco del peccato di gola?

(de Angelis Alessandra)

Ti piace, ti appaga; e ti uccide, ti ingrassa.

(de Angelis Alessandra)

Una gola enorme per far entrare un peccato di egual portata.

(de Angelis Alessandra)

Il grasso accumulato dal goloso, effettivamente, non pesa nulla sulla bilancia, ma tutto sull’anima.

(de Angelis Alessandra)

La morte del goloso sarà fortuna per gli insetti, quelli notturni e viscidi, che banchetteranno con i suoi resti.

(de Angelis Alessandra)

Tutte le risorse che hai tolto alla natura per sfamare il tuo perverso senso di fame, sconcia e assassina, ritorneranno a farti visita, dal profondo delle tue viscere, spolpandoti.

(de Angelis Alessandra)

Il peccato di gola è particolare, rimanda a qualcosa di buono ma guasto; per rendere il concetto: il coltello che taglia una fetta di torta al cioccolato, mentre prima era stato usato per tagliare dell’aglio.

(de Angelis Alessandra)

I banchieri, i direttori delle multinazionali e i politici sono così grassi perché mangiano troppi soldi.

(de Angelis Alessandra)

I tuoi baci sono la cosa più buona che avessi mai mangiato. Uno tirava l’altro. E io divenivo, ad ogni tuo bacio, sempre più goloso e lussurioso.

(de Angelis Alessandra)

Una musica allegra, che sa di fiori e di festa.

Una bella marcia matrimoniale, in netta contrapposizione con quel famoso rituale.

Dove l’atto d’amore diviene atto di cessione.

Dove si genera vita e si contraccambia con la morte.

Dove l’anima di uno diviene il nutrimento dell’altro.

Dove l’atto di creare diviene un cannibalismo nuziale.

Nel mondo animale, come nel mondo umano.

Si tratta di donne mantidi religiose.

(de Angelis Alessandra)

La vorace fame del goloso, poiché impropria, annienta il gusto.

(de Angelis Alessandra)

Ai peccatori di gola è destinato il disgusto per la vita.

(de Angelis Alessandra)

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