FRASI ED AFORISMI SUI SETTE PECCATI CAPITALI: AVARIZIA ED IL PECCATO DELLA BRAMOSIA

L’elevata acuità visiva dell’avarizia le garantisce di vedere sempre dove poter trarre il massimo per sé, non lasciando nemmeno le orme del suo passaggio perché nulla deve essere lasciato agli altri.

(de Angelis Alessandra)

Sottilissimo è il confine divisorio fra un gran risparmiatore ed un ricco avaro.

(de Angelis Alessandra)

Il basilare concetto, fondamentale di vita, per un avaro è che se può avere tutto, egli tutto deve avere e deve essere tutto solo per sé.

(de Angelis Alessandra)

Ho conosciuto un uomo che non era mai solo ma che non ha mai donato un sentimento a nessuno, nemmeno a sé stesso.

(de Angelis Alessandra)

L’avaro non riesce ad essere altruista nemmeno con se stesso.

(de Angelis Alessandra)

Il dono dell’avaro è ad egli destinato.

(de Angelis Alessandra)

Il bilancio dell’avaro è sempre in spareggio, non vi è mai una eguaglianza fra il dare e l’avere.

(de Angelis Alessandra)

Io. Me. Mio.

Tuo. Nostro. Mio.

Suo. Nostro. Mio.

Nostro. Suo. Tuo. Mio.

Vostro. Tuo. Mio.

Loro. Suo. Mio.

Sei persone, solo io.

(de Angelis Alessandra)

L’avaro è quell’invidioso con una specializzazione in come toglierti tutto quello che lui vuole.

(de Angelis Alessandra)

Potersi permettere tutto ma non permetterselo per paura di non poterselo più permettere. Ecco a voi l’avaro semplice.

(de Angelis Alessandra)

Del suo amore, io me ne nutrivo in modo spasmodico. Volevo che mi amasse con ogni sua fibra muscolare, con ogni nervo. Volevo essere la corrente elettrica di ogni suo impulso neurale. Volevo arrivare ovunque, riempire ogni interstizio, non lasciare nessuno spazio vuoto di me.

Del suo amore io avevo necessità spasmodica. In silenzio, nella notte, lo bramavo e desideravo così tanto che me la immaginavo persa nella tristezza e nella confusione per quel suo amare così profondo e doloroso in certe ore. Ma mai io le dirò quello che provo. Perché, se solo io mi confesso innamorato, tutta questa magia sarà persa. E tutto questo, per me, forse solo per me, è perfetto così.

(de Angelis Alessandra)

Il più grosso obeso per eccellenza è l’avaro.

(de Angelis Alessandra)

Un domani, andrete in un campo, dove vi saranno tante persone che riposano, chi in pace e chi un po’ meno, e non vi riconoscerete nessuno e troverete solo l’uguaglianza fra tutti.

(de Angelis Alessandra)

Dormono sepolti in campi di terra e di papaveri, uomini eroi e uomini avari, fratelli gemelli di una vita vissuta in completa differenza.

(de Angelis Alessandra)

Per alcuni non sarà mai abbastanza, nemmeno quando tutto quell’abbastanza potrebbe salvare metà del mondo.

(de Angelis Alessandra)

L’avarizia del defunto può divenire fortuna nella vita dei prossimi.

(de Angelis Alessandra)

L’avaro è capace di farsi morire per paura di morire.

(de Angelis Alessandra)

Un principe pieno di denaro e povero d’ogni speranza d’animo, resterà un povero che vive il suo carnevale.

(de Angelis Alessandra)

Troppo forte il possesso che tutto quello che è di appartenenza seguirà le orme del suo possessore, morendo con egli.

(de Angelis Alessandra)

Sono un avaro e questa è una rapina. Datemi tutto quello che avete. Sì bambina, anche il bastoncino del tuo lecca lecca.

(de Angelis Alessandra)

Tutto quello che non viene dato e che viene preso, io mi chiedo cosa mai servirà a fare nell’aldilà.

(de Angelis Alessandra)

Un avaro potenziale giustifica tutto quello che possiede e che tiene stretto e lontano dagli occhi di tutti come un buon avvio per la sua prossima vita all’inferno.

(de Angelis Alessandra)

L’hai bramata. E poi, l’hai sbranata per poterla possedere al livello più alto possibile.

(de Angelis Alessandra)

Le forme verbali dell’avaro: pretendere, bramare, prendere, possedere, osservare, inutilizzare.

(de Angelis Alessandra)

L’utilità dell’avaro, solo i parenti che sorridono felici al suo funerale la conoscono.

(de Angelis Alessandra)

L’avaro perde tutto quando perde tutto quello che possiede. Lui, è nato già perso.

(de Angelis Alessandra)

Lo stitico di sentimenti è colui che si abbuffa soltanto. Sì, insomma, un avaro emotivo.

(de Angelis Alessandra)

Ti ha pensato tutti i giorni, per tutti i momenti che in una giornata ci possano essere, compresi quelli del sonno.

Ti ha aspettato con un’attesa colma di speranza, come si aspetta il sole dopo troppo maltempo.

Ti ha pianto con tanta forza ed insistenza, credendo di poter rompere il rumore del silenzio.

Ma tu eri troppo preso da te stesso.

Troppo impegnato a prenderti cura di un qualcosa che nasce e muore in un tempo prestabilito.

Troppo indaffarato a regalare finti sorrisi e strette a mani con le quali niente hai mai costruito.

Troppo attento a ciò che è distrazione passeggera e non ha importanza perdurante.

Troppo concentrato a come difendere ciò che già possedevi, ma che avresti perso.

E non sto parlando di lei. Lei ritornerà a nascere perché lei è virtù.

Io sto parlando di te. Tu ti spegnerai nel tempo perché tu, sei peccato.

(de Angelis Alessandra)

L’avaro, quello vero, non si renderà mai conto della ricchezza, quella vera.

(de Angelis Alessandra)

Per me l’avaro è un malato psicologico, una sorta di paranoico che se ne va in giro con carri colmi di tutto quello che possiede non per sfoggiarlo, ma per tenerlo sott’occhio.

(de Angelis Alessandra)

Scelse il mutismo a vita per la paura della condivisione della parola. Per questo, anche coi suoi figli, nulla insegnò perché se solo si fosse lasciato andare al parlare, tutto quello che sapeva, frutto della sua vita, non sarebbe stato più suo.

(de Angelis Alessandra)

Noi uomini, abbiamo alte ambizioni ed ottimi propositi che hanno la via illuminata dal faro della speranza e della perseveranza, il quale conduce alla riuscita ed alla ricompensa.

Ma, noi esseri umani, dimentichiamo spesso le nobili intenzioni originarie, perdendo il faro e non vi è più luce che ci dica su cosa stiam poggiando i piedi.

Così, camminiamo nel buio, seguendo l’eco della cupidigia e dell’ingordo egoismo.

(de Angelis Alessandra)

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