FRASI ED AFORISMI SULLE FIGURE RETORICHE: OSSIMORO ED ANTITESI

Renè Magritte “La firma in bianco”, 1965, National Gallery of Art Washington

Due amanti che litigano sono due soldati dagli stendardi eguali, sostenuti da ideologie di pensiero differenti, in movimento per una guerra di pace.

(Alessandra de Angelis)

La tristezza, accresciuta, apprende un mestiere: la comicità.

(Alessandra de Angelis)

La vita che abita in un cimitero è quella vissuta da un soggetto vivo, ma morto dentro.

(Alessandra de Angelis)

Sono assordanti alla ragione delle emozioni quegli urli silenti, proferiti da occhi fermi con bocche spalancate.

(Alessandra de Angelis)

Nei ricordi vi era presenza. Nella casa, ad ingombrare, solo l’assenza.

(Alessandra de Angelis)

La cardinalità dei punti fisici è scardinata dalla fisica dell’amore che pone tutto in uno stato di presenza-assenza, lontananza-vicinanza, solitudine-compagnia.

(Alessandra de Angelis)

La fredda lama bollente della rabbia è temperata dalla passione scottante dell’affettività.

(Alessandra de Angelis)

Un qualcosa che è probabile è anche un qualcosa di improbabile.

(Alessandra de Angelis)

Si sente necessità di verità in un mondo che di verità ne dà, ma false.

(Alessandra de Angelis)

C’è un vociare fastidioso che riempie spazi grandi ma fatti di piccolezze.

C’è un sussurrio feroce, incalzante e molestante, che urla a bassi volumi.

C’è un mormorio insistente, forte come una cicala in mezzo al niente di tutto l’ambiente. 

C’è quella mano seducente ed avvolgente, che protegge le parole dagli occhi ascoltatori.

C’è la malignità che, con calma aggressiva, non conversa con tutti ma arriva a chiunque.

(Alessandra de Angelis)

Se lavorare tanto è rilassante e andare in vacanza è stressante, allora come si potrebbe meglio comprendere che l’uomo è più propenso a fare malvolentieri ciò che volentieri dovrebbe esser fatto?

(Alessandra de Angelis)

Disprezzo riceve il povero che si sente ricco con poco poiché al ricco, fa provare la povertà, nella moltitudine di cose che quest’ultimo ha.

(Alessandra de Angelis)

Con un pugno di mosche in una mano e, nell’altra, con tanto di guadagnato da meglio sprecare.

(Alessandra de Angelis)

Nella primavera hitleriana, quel clima di festa e clamore, avevano tutto il presagio di essere l’inizio dell’ultima bellissima giornata di pace.

(Alessandra de Angelis)

Una grave usurpazione di titolo è quando il male prende a dire che ciò che fa è per il bene.

(Alessandra de Angelis)

I saldi di stagione, con le scritte altisonanti alle vetrine, a strillare le stesse occasioni uniche ed imperdibili.

(Alessandra de Angelis)

Quei maledetti addii che, una volta proferiti, non fanno più andar via.

(Alessandra de Angelis)

È difficile crederlo, ma soprattutto capirlo, che le bruttezze erette son difese di certe bellezze.

(Alessandra de Angelis)

L’aggressività del non fare.

(Alessandra de Angelis)

Cenci effimeri a far sfarzo per le vie di corridoi pieni di sola e tanta nullità.

(Alessandra de Angelis)

Nel cinema dei ricordi, le pellicole di attimi son riprodotte infinite volte.

(Alessandra de Angelis)

Per taluni individui, al calare della nebbia e delle tenebre è la chiarezza del mattino a presentarsi.

(Alessandra de Angelis)

La palla che nel suo moto perenne, abitudinario, si lascia sospingere dall’inerzia mobilitante, si lascia andare, in tutti i sensi che questo eufemismo può abbracciare.

(Alessandra de Angelis)

Le ore notturne, quelle più tardive, fan presto a sorgere pensieri.

(Alessandra de Angelis)

V’è un’equilibrata follia nel sano artista.

(Alessandra de Angelis)

Quanto più si vuol far dimenticare, tanto più si farà ricordare.

(Alessandra de Angelis)

Negli intellettuali, quella leggerezza d’intendere che permette di vivere appieno nei momenti è declinata in una profonda superficialità, basata su un serio umorismo.

(Alessandra de Angelis)

E che cos’è la delusione se non la fierezza vestita a funerale?

(Alessandra de Angelis)

Enciclopedica ignoranza a riempire gli scaffali dell’intelletto inetto.

(Alessandra de Angelis)

Manifestazione latente.

(Alessandra de Angelis)

Quel troppo poco in quel molto.

(Alessandra de Angelis)

Osservare una personalità forte debole, è un ossimoro letterario quanto la normalità dell’essere.

(Alessandra de Angelis)

Affaccendarsi e sbrigarsi per non essere in ritardo, mentre si cerca di non mettersi fretta per non agitarsi.

(Alessandra de Angelis)

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