
Amore, che amaro mi sei stato.
Amore, che per me amare è peccato.
(de Angelis Alessandra)
Per amarti, ho dovuto imparare ad amare me.
(de Angelis Alessandra)
E se il primo bacio non fosse il primo ti amo?
(de Angelis Alessandra)
D’incanto, m’incanto.
(de Angelis Alessandra)
Ho preso quell’attimo preciso in cui mi hai detto “mi sono innamorato di te e di tutto quello che di te è” e l’ho congelato. Durerà in eterno e reggerà sia al caldo sia al freddo perché, cose così, non conoscono stagioni.
(de Angelis Alessandra)
Io agli occhi tuoi, una fra tante, mentre tu, agli occhi miei, l’unico fra tutti.
(de Angelis Alessandra)
“Dottore, sto male. Mi dica, cosa devo fare?”
“Esca e vada a conoscere l’amore. Ah, e non importa quanto male pensa di stare. L’amore è a largo spettro e guarisce ogni male.”
(de Angelis Alessandra)
Di quelli d’altri tempi e fatti d’altra pasta. Che se gli dici “spogliati”, iniziano a raccontarti di come amano il modo con il quale ti sposti la ciocca di capelli davanti agli occhi. Come a spostare un pensiero che, inopportuno, ti annebbia la ragione.
(de Angelis Alessandra)
Mi hai permesso di avvicinarti a te nonostante tutti i miei spigoli, di accarezzarti con mani maldestre e ancora troppo fatte di freddo, di guardarti con troppa insistenza e con tanta curiosità, di starti accanto a capire come la tua presenza causava in me cambiamenti di respiro, di pensieri, di emozioni. Se ti amo così come è oggi è perché, ogni momento che mi hai concesso, è stato un momento concesso per innamorarmi di te.
(de Angelis Alessandra)
E che ci provo, ma ogni volta che alzi lo sguardo e lo fissi nei miei occhi e mi sorridi io perdo parole e acquisto battiti. Mi impiglio fra le pupille e gli angoli della tua bocca e so solo c’è qualcosa che tu non riesci a vedere e che io vedo, ma non riesco a spiegare.
(de Angelis Alessandra)
Tuffati o innamorati. Scegli tu cosa fare in una domenica d’estate.
(de Angelis Alessandra)
Ho scoperto la forza del tuo sguardo quando ho sentito come mi osservavi. Mi accarezzava le labbra, mi baciava le guance, mi diceva che ero bellissima
E le mille farfalle dentro me prendevano il volo con un sorriso.
(de Angelis Alessandra)
La linea del tuo sorriso, il mio tramonto di ogni giornata.
(de Angelis Alessandra)
Immortali sono gli innamorati perché la loro esistenza va oltre la carne, penetra nello spirito, si insinua nei sensi e li rende indistruttibili.
(de Angelis Alessandra)
Ho amato e ho odiato l’amore.
(de Angelis Alessandra)
Tra le tante cose dette, quelle a cui più torno a pensare sono quelle sussurrate. Tenute strette tra due palmi ed accarezzate dalla lingua, per paura che ciò che portavano con sé, potesse dissolversi.
(de Angelis Alessandra)
Educa il tuo amore all’attesa e comprenderai quanto raro esso è.
(de Angelis Alessandra)
Tu facevi una piroletta ed il mio mondo spostava il suo moto di rivoluzione.
(de Angelis Alessandra)
I suoi occhi.
Quelli parlavano con un alfabeto di segni strani, fatto di colori vari.
Ma ogni volta che si posavano su quel riflesso, divenivano solo di pupilla e si stringevano.
Credo sorridessero.
(de Angelis Alessandra)
Non sono una persona. Io, sono voragine.
E a me, non si viene a destinare d’amore.
(de Angelis Alessandra)
L’amore è introverso. Non ha molte parole, si compone di tanti silenzi. Anche quando parla, son tante le cose che tace. Ha innumerevoli sguardi, è fatto di dettagli.
L’amore è genuino. Non sa che significa difendersi perché non si risparmia, si dona per intero. L’amore è altruista, offre e non chiede nulla se non solo riconoscenza e condivisione.
L’amore è autopoietico. Non conosce morte perché anche da essa lui ritorna a nuova sorte.
(de Angelis Alessandra)
In due eravamo un plotone.
(de Angelis Alessandra)
Sorridi che c’ho dell’amore da fotografare.
(de Angelis Alessandra)
E se è vero che la prima impressione è quella che conta, io ti dico di scartarla perché qualcosa di mio vien fuori solo quando non posi il tuo sguardo su me, ad osservarmi per capirmi.
(de Angelis Alessandra)
Non c’è giorno in cui io non ti percepisca e credo che sia più del pensarti.
(de Angelis Alessandra)
Mai si è più vicini di quando, nel silenzio, due occhi si frugano dentro e si scoprono complici.
(de Angelis Alessandra)
Mani delicate ed occhi sinceri, se parlano, si innamorano.
(de Angelis Alessandra)
Sono. Siamo. Saremo.
(de Angelis Alessandra)
M’hai scavato un buco nel petto che nessun amore riesce a sanare.
(de Angelis Alessandra)
Le profondità dell’amore sono ambivalenti.
Se si scava troppo affondo, si apre un abisso nel quale potresti trovare il fantasma di te stesso, schiavo del sentimento.
(de Angelis Alessandra)
Non le stelle. Non il sole.
Non i pianeti. Non l’aria.
Solo amore in tutte le sue forme.
(de Angelis Alessandra)
Sono morto d’amore.
(de Angelis Alessandra)
Ciò che l’amore toglie, nulla può rimetterlo.
(de Angelis Alessandra)
Peggio dei colpi di freddo, sono i colpi di fulmine.
(de Angelis Alessandra)
Ci sono cose che in certi contesti ci sono ed in altri no.
Poi c’è l’amore che, affascina chiunque ed è presente in ogni dove.
(de Angelis Alessandra)
Ma anche il male è incline all’amore.
(de Angelis Alessandra)
Nasce l’infinito ogni volta che passione ed amore s’incontrano.
(de Angelis Alessandra)
Troppo indifeso per proteggermi da quegli occhi che mi denudano i sentimenti.
(de Angelis Alessandra)
Non dirmi ti amo d’estate se non è un sentimento a quattro stagioni.
(de Angelis Alessandra)
Non so bene quando ho conosciuto l’amore.
Forse quella volta che in auto, socchiudevo un occhio e catturavo il sole fra il pollice e l’indice. Oppure quando mi mettevo in piedi sulla sedia di plastica e mangiavo il mio gelato all’amarena, osservando il mondo dall’alto. O quando l’altalena andava sempre più su e mi faceva sentire libera.
Eppure tutte queste cose, se le faccio oggi, non mi provocano più l’amore di prima.
Perché forse l’amore è passeggero o forse perché l’amore è intimo, l’amore è proprio.
(de Angelis Alessandra)
Tu intrecciavi le tue dita con le mie ed io intrecciavo la mia vita con la tua.
(de Angelis Alessandra)
Abbiamo fermato il tempo quel pomeriggio di gennaio passato sotto le coperte spesse, a riempire le mie orecchie con le tue risate, a non lasciare spazi vuoti senza il nostro profumo, ad illuminare i muri della stanza con i tanti colori caldi che da noi si proiettavano.
Non ce ne accorgevamo, ma stavamo creando il nostro infinito.
(de Angelis Alessandra)
Ho un pensiero che pulsa sulla parte del collo dove ieri, per sbaglio, hai dimenticato un bacio.
(de Angelis Alessandra)
Ho spiato un sorriso e me ne sono innamorato.
(de Angelis Alessandra)
Dieci passi.
Dieci passi per farti entrare nel mio campo visivo.
Nove passi per iniziare a vedere le forme definite della tua figura.
Otto passi per comprendere le onde di sfumature dei tuoi capelli.
Sette passi per sentire il suono della tua risata nel vento.
Sei passi per iniziare a fermarmi sul tuo volto.
Cinque passi per scoprire che mi piaci più di dieci passi prima.
Quattro passi per intravedere i granelli di sabbia, lentiggini, che ti colorano le guance.
Tre passi per sentire il ritmo del mio cuore, veloce.
Due passi per sentire il ritmo del tuo cuore, veloce, e su di esso iniziare a danzare.
Un passo per azzerare le distanze.
Nessun passo per confondermi nel tuo calore.
(de Angelis Alessandra)
Ma dove va a dissiparsi e a consumarsi tutto l’amore finito?
(de Angelis Alessandra)
Tutti i ti amo lasciati cadere a metà fra noi.
Tutta la disperazione che la tua anima urlava alla mia.
Tutto di noi.
Ma, noi … cosa?
(de Angelis Alessandra)
Solo baciandoti supero l’imbarazzo di dirti che mi piaci.
(de Angelis Alessandra)
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