Parte seconda – dell’Oceano

Le coste della mente sono sempre bagnate da maree di piacevolezza; tuttavia, vi è sempre una corrente oceanica colma di mistero a togliere la tranquillità del vivere, creando timori e insicurezze.
(de Angelis Alessandra)
Non è una buona cosa fidarsi dell’oceano. Lui è imprevedibile e tenebroso, come l’uomo che si ha accanto ma non si sa perché.
(de Angelis Alessandra)
Il mare è ubbidiente al vento. L’oceano è senza padroni.
(de Angelis Alessandra)
L’oceano, impetuoso com’è, restituisce sempre quello che si è perso nei fondali del mare, o nel letto del fiume o negli abissi del proprio essere.
(de Angelis Alessandra)
L’imprevedibilità della mente umana ricorda il fitto groviglio di misteri di cui è fatto l’oceano.
(de Angelis Alessandra)
Il mare ha qualcosa dell’oceano, il suo stesso sangue e sale. Ma l’oceano, lui è il primogenito sconosciuto.
(de Angelis Alessandra)
L’uomo ha avuto accesso allo spazio, ai pianeti, ai satelliti, ma non agli abissi dell’oceano.
(de Angelis Alessandra)
Sorride il sognatore quando, in uno dei suoi innumerevoli viaggi, mentre esplora il grande blu con i suoi microrganismi luminescenti ci rivede il firmamento con le sue galassie.
(de Angelis Alessandra)
L’oceano è l’interspazio ancora inesplorato di un mare conosciuto.
(de Angelis Alessandra)
Nulla era come oggi appare.
Tutto era un unico dal quale nascevano le varietà.
Questo mare era solo vapore, condensa, che caricava le nuvole e poi pioveva.
Questo oceano era sale minerale ad impreziosire le rocce che, sudando al sole, diveniva acqua.
E tu, uomo, tu non eri nemmeno nell’aria di tutto questo.
(de Angelis Alessandra)
Come si fa a non restare incantati dalla bellezza di questa nostra casa. Questo maestoso pianeta azzurro, con le sue esclusive piscine oceaniche.
(de Angelis Alessandra)
Con la pioggia non è il cielo che va al mare, ma è l’oceano che fa visita a suo fratello, dopo un lungo percorso lungo fiumi e terre bagnate.
(de Angelis Alessandra)
Il cielo sovrasta l’oceano per guardarlo con occhi materni, poiché dalla cometa, figlia generatrice che fra le stelle crebbe, si custodì il cuore d’acqua che attese milioni di anni prima di poter baciare la terra e rendere infinito il blu, condividendolo con più mondi.
(de Angelis Alessandra)
Le onde dell’oceano sulla spiaggia fanno ben capire il suo carattere veemente.
(de Angelis Alessandra)
Si nasconde tanta polvere fatta di segreti sotto al tappeto, sia esso fatto di stoffa o d’oceano.
(de Angelis Alessandra)
Uno strano senso di tensione e allarme si va accendendo accanto a temperamenti oceanici.
(de Angelis Alessandra)
Osservava le sue mani stringere il timone. Avanti a lui, solo nero. Nero cielo, nero oceano, a navigare fra le acque del proprio destino.
(de Angelis Alessandra)
Ammalandosi il corpo, la natura offre una sorsata di oceano come cura.
(de Angelis Alessandra)
Una mano d’acciaio mi stringe il cuore fra le sue dita, rendendolo poltiglia, quando penso che l’oceano è malato e che io, uomo, sono già morto.
(de Angelis Alessandra)
Sulla tavola giacciono i pochi elementi che salvano la vita: della natura in fiore per ricordarsi della fortuna della nascita, libri di scienza e medicina per illuminare la conoscenza ed il sapere, mani impegnate nella scrittura per aggrapparsi al perno fondamentale vitale, della frutta per placare la fame, anche quella degli occhi, e una bottiglia d’oceano per idratare la parte sana di sé stessi.
(de Angelis Alessandra)
In pieno oceano, ho dato due bracciate all’acqua, ritrovando sul mio braccio del trasparente. Invisibile trasparenza, insulsa ed innocua solo per chi non sa. E mi sono chiesta, quanto di quella trasparenza, che si confondeva all’acqua ed acqua non era, potevo trovare più in profondità nel mio braccio. Nelle mie vene.
(de Angelis Alessandra)
L’oceano spaventa perché racchiude storie universali che un’intera umanità non sa. E mai saprà.
(de Angelis Alessandra)
Vi è una risposta superficiale quando si domanda cosa si cela nei fondali dell’oceano e dell’uomo.
(de Angelis Alessandra)
Vai nell’oceano ed urlagli dentro. E dai suoi abissi, vedrai emergere ciò che hai chiamato.
(de Angelis Alessandra)
Fra le infinite distese di acqua oceanica si disperdono speranze e lacrime.
(de Angelis Alessandra)
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